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CAMBIAMENTI CLIMATICI

Ma com’è profondo il mar?

Scritto il .

di: Leonello Serva
Stiamo vivendo un periodo climatico calmo e pertanto non abbiamo alcuna percezione di quello che il clima ci può riservare. Nello stesso tempo su questa calma climatica ci stiamo confrontando accanitamente e allochiamo fondi rilevantissimi, distogliendoli da altre finalità ben più importanti quali quelle inerenti la riduzione del rischio sismico e vulcanico.


 

Nel 2000 è stato pubblicato su “Science” un lavoro da me utilizzato in varie occasioni per prestazioni di tipo professionale e da cui ora prendo spunto per ragionare su quello che può accadere sulla Terra per motivi climatici. Il titolo di questo lavoro è Rapid Flooding of the Sunda Shelf: A Late-Glacial Sea-Level Record. Science 288, 1033 (2000). Gli autori sono Till Hanebuth, Karl Stattegger e Pieter M. Grootes dell’Istituto di Geoscienze dell’Università tedesca di Kiel.

Com’è noto, alla fine dell’ultima glaciazione (circa 20.000 anni fa), il livello del mare era di circa 120 metri più basso di quello attuale. Nel lavoro suddetto, attraverso analisi di facies (fondamentalmente: presenza di sedimenti lagunari pieni di resti di mangrovie ed altre piante, sedimenti di spiaggia e paleo suoli) nel Mare della Sonda (che comprende l’arcipelago indonesiano sino al Vietnam; Sunda Shelf di Fig.1) sono state ricostruite in modo molto convincente paleolinee di costa che indicano (Fig.2):

Tra -13.100 e -11.000 anni, il trend è praticamente lo stesso di quello precedente.

Figura 1. Ubicazione del Mare della Sonda (Sunda Shelf).

Figura 2. Curva di risalita del livello del mare secondo il lavoro oggetto di questo articolo. I cerchietti colorati indicano le età più probabili dei campioni datati. I rettangoli e la zona in grigio sono le variazioni di marea assunte. La linea indica quindi la posizione più probabile del livello del mare nell’intervallo di tempo considerato.

Altri autori (es. Liuet Al, 2004) riportano dati leggermente diversi ma che confermano la presenza di varie fasi estremamente veloci di risalita del livello del mare (Fig. 3)


Figura 3Curva di risalita del livello del mare negli ultimi 22.000 anni secondo : Liu, J.P., Milliman, J.D., Gao, S., Cheng, P., 2004. Holocene development of the Yellow River's subaqueous delta, North Yellow Sea. Marine Geology 209, 45–67.

Questi valori indicano che le velocità di scioglimento dei ghiacci sono estremamente variabili e le ragioni di ciò sono complesse e molteplici e richiedono ancora studi approfonditi. Sicuramente però non sono dovute all’impatto delle attività umane visto che a quel tempo esse erano del tutto irrilevanti rispetto a quelle del sistema Terra nel suo insieme.

I trend di sollevamento del mare oggi calcolati da vari ricercatori e commissioni internazionali sono tutti significativamente al di sotto del centimetro all’anno e quindi all’interno dei periodi calmi secondo i dati presentati. Solo nello scenario più gravoso secondo le stime dell’IPPC saremmo di poco al disotto del centimetro all’anno (Figura 4) ma i dati ad oggi raccolti mostrano che questo scenario è del tutto improbabile: al massimo una risalita di 0.25 cm/anno (Figura 5)

Figura 4. Aumento del livello del mare (m) nel prossimo secolo secondo lo scenario IPCC


Figura 5. Curva di risalita del livello del mare dal 1970 al 2008. Le linee non tratteggiate indicano i dati misurati e le linee tratteggiate indicano le previsioni IPPC.

Credo che ciò debba farci riflettere; si può certamente concludere che noi stiamo vivendo un  periodo climatico calmo e pertanto non abbiamo alcuna percezione di quello che il clima ci può riservare. Nello stesso tempo su questa calma climatica ci stiamo confrontando accanitamente e allochiamo anche fondi rilevantissimi, che in questo modo vengono distolti da altre finalità ben più importanti quali quelle inerenti la riduzione del rischio sismico e vulcanico.

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